Ministero della Cultura Ministero della Cultura
Piano di lavoro dell’UE per la cultura 2023-2026: la Commissione pubblica la relazione finale

Piano di lavoro dell’UE per la cultura 2023-2026: la Commissione pubblica la relazione finale

Il 2 luglio la Commissione europea ha pubblicato la relazione sull’attuazione del piano di lavoro dell’UE per la cultura 2023-2026. Il documento valuta quattro anni di cooperazione politica tra gli Stati membri, ne individua i principali risultati e delinea le priorità per il ciclo successivo.

Contesto

Il piano di lavoro dell’UE per la cultura 2023-2026, composto da quattro priorità generali e ventuno azioni tematiche, ha operato come quadro di cooperazione politica tra gli Stati membri. La sua elaborazione risponde a quattro sviluppi importanti che hanno inciso in maniera significativa sul panorama culturale europeo: la pandemia di COVID-19, che ha messo in luce le vulnerabilità strutturali dei settori culturali e creativi; l’invasione russa dell’Ucraina, che ha minacciato direttamente il patrimonio, gli artisti e gli operatori culturali ucraini; la rapida trasformazione digitale accelerata dall’intelligenza artificiale; l’aggravarsi della crisi climatica ed energetica, che ha evidenziato la vulnerabilità dei settori culturali e creativi alle minacce ambientali, nonché l’urgenza della transizione verso pratiche più sostenibili.

Risultati principali

L’indagine condotta tra febbraio e marzo 2026 ha raccolto le valutazioni di 26 Stati membri sull’attuazione del piano. Il giudizio complessivo è positivo: il piano di lavoro è riconosciuto come quadro strategico pertinente per orientare la cooperazione culturale europea.

Sul piano dell’impatto, gli Stati membri confermano che il piano ha contribuito a orientare l’elaborazione delle politiche culturali nazionali e ha ampliato le agende politiche verso temi nuovi. Le relazioni elaborate dai gruppi dell’MCA (Metodo di Coordinamento Aperto) e le attività di apprendimento tra pari sono indicate come strumenti efficaci per rafforzare la cooperazione interministeriale e per orientare le strategie nazionali in settori quali cultura e salute, sostenibilità e condizioni di lavoro degli artisti.

Tra i limiti segnalati ricorrono: la traduzione disomogenea delle priorità UE in risultati nazionali concreti, la visibilità limitata di alcune azioni e la necessità di una maggiore coerenza tra strumenti. Diversi Stati hanno sottolineato, inoltre, l’importanza di mantenere il prossimo piano di lavoro più focalizzato, con priorità chiare e un valore aggiunto tangibile.

L’attuazione del piano di lavoro

Priorità a) – Artisti e professionisti della cultura: rafforzare i settori culturali e creativi

Il tema delle condizioni di lavoro degli artisti ha mantenuto una posizione centrale nell’agenda europea. Il gruppo MCA composto da esperti dei ministeri della cultura ha prodotto nel luglio 2023 una relazione con raccomandazioni sullo status, la sicurezza sociale e la libertà artistica dei professionisti culturali, che ha orientato riforme legislative in diversi paesi e ispirato la futura Carta degli artisti dell’UE, attesa per il 2027. Sul fronte della transizione digitale, la conferenza sulla trasformazione digitale dei settori culturali e creativi organizzata dalla presidenza belga ha prodotto il Manifesto di Gand e ha portato all’istituzione del Forum politico europeo sullo sviluppo dei pubblici basato sui dati.

Priorità b) – Cultura per i cittadini: accrescere la partecipazione culturale e il ruolo della cultura nella società

Il gruppo MCA su cultura e salute — che ha riunito rappresentanti dei ministeri della cultura e della salute di quasi tutti gli Stati membri, con il contributo dell’OMS — ha presentato alla Mondiacult di Barcellona (settembre 2025) la relazione Culture and Health: Time to Act. Il documento, che incoraggia ad integrare la cultura nelle politiche sanitarie, ha già prodotto i primi risultati concreti, quali lo sviluppo di programmi volti a portare le arti all’interno di contesti sanitari, e una più strutturata cooperazione interministeriale, oltre ad aver promosso l’inclusione della cultura nelle strategie nazionali in materia di salute mentale.

Priorità c) – Cultura per il pianeta: sfruttare il potere della cultura

Numerose le iniziative che si sono succedute in questo ambito. Sul tema della transizione verde, il gruppo di lavoro copresieduto da Irlanda e Italia ha pubblicato nel dicembre 2025 la relazione Creative Shifts: Empowering culture for sustainable living, che documenta l’impatto dei settori culturali e creativi attraverso il risparmio energetico, le pratiche circolari e la mobilità sostenibile, formulando raccomandazioni per integrare la cultura nelle strategie climatiche nazionali e dell’UE. Su un piano più operativo, il programma Horizon Europe ha avviato nel 2026 la Partnership europea per un patrimonio culturale resiliente, una delle venti azioni faro del Culture Compass for Europe.

A livello nazionale, gli Stati membri hanno adottato misure concrete in risposta a queste priorità. Tra le più diffuse figurano l’integrazione del patrimonio culturale nelle strategie climatiche nazionali, lo sviluppo di metodologie per la valutazione della vulnerabilità climatica dei siti culturali e l’introduzione di criteri di sostenibilità nelle sovvenzioni pubbliche alla cultura. Diversi Stati hanno, inoltre, finanziato interventi di efficientamento energetico degli edifici culturali, anche nell’ambito dei piani nazionali per la ripresa e la resilienza, e promosso strumenti innovativi come calcolatori di CO₂ per i musei e programmi di formazione sul tema clima e patrimonio.

Priorità d) – Cultura per i partenariati co-creativi: rafforzare la dimensione culturale delle relazioni esterne dell’UE

Le conclusioni del Consiglio del 2019 sulle relazioni culturali internazionali hanno posto le basi per un approccio trasversale alla cultura come strumento di politica estera dell’UE. Nel giugno 2024 il seminario “Unity in Cultural Diversity” ha riunito a Bruxelles istituzioni UE, Stati membri e società civile per discutere del ruolo della libertà artistica e della cooperazione culturale in contesti sempre più fragili. A livello nazionale, gli Stati membri hanno risposto principalmente attraverso iniziative finanziate: sostegno a ONG culturali, programmi per artisti in esilio dalla Russia e dalla Bielorussia, sovvenzioni a favore di artisti ucraini e progetti che promuovono libertà artistica e inclusione sociale in contesti di crisi.

 

Il futuro piano di lavoro

La relazione della Commissione delinea un quadro nel quale la cultura, se da un lato si afferma come forza strategica per un’Europa democratica, resiliente e competitiva, dall’altro si trova ad affrontare sfide pressanti.

Per consentire ai settori culturali e creativi di adattarsi e innovare in un contesto di instabilità geo-politica e di profonde perturbazioni economiche e sociali, nel 2025 la Commissione ha istituito un ambizioso quadro strategico, la Bussola culturale per l’Europa, che pone la cultura al centro delle politiche dell’UE. Accanto ad essa, la dichiarazione comune tripartita L’Europa per la cultura – La cultura per l’Europa, firmata l’8 giugno 2026 tra Parlamento europeo, Consiglio dell’Unione europea e Commissione, costituisce il mandato politico condiviso per il nuovo ciclo, rafforzando la direzione strategica stabilita dalla Bussola.

Il prossimo piano di lavoro pluriennale dovrà tradurre questa visione in azioni mirate, concrete e circoscritte nel tempo. Sulla base dei risultati del ciclo 2023-2026 e delle indicazioni emerse dall’indagine tra gli Stati membri, la Commissione delinea le seguenti priorità per il prossimo piano di lavoro:

  • Intelligenza artificiale e settori culturali e creativi: emerge come tema prioritario, con la necessità di bilanciare l’adozione tecnologica con la tutela della diversità culturale e linguistica e dei diritti dei creatori. La Commissione sta preparando una strategia dedicata, attesa per il 2027.
  • Preparazione alle crisi e resilienza del patrimonio culturale; questa priorità acquisisce centralità crescente, in un contesto di instabilità e cambiamenti climatici, rendendo necessario un rafforzamento dei meccanismi di coordinamento a livello locale, regionale e dell’UE.
  • L’accesso alla cultura rimane prioritario, in particolare per i territori meno serviti, le persone con disabilità e le comunità svantaggiate. La Commissione proporrà entro il 2028 orientamenti dell’UE in materia di cultura per la salute e il benessere, con un possibile ruolo specifico per il prossimo piano di lavoro.
  • Investimenti strategici e strumenti di finanziamento innovativi: finanziamenti misti, partenariati pubblico-privato, incentivi fiscali sono indicati come leva essenziale per ampliare le risorse dei settori culturali e creativi.
  • La libertà artistica è riconosciuta come responsabilità collettiva e condizione di lavoro fondamentale. In stretta connessione, il miglioramento delle condizioni di lavoro degli artisti e dei professionisti della cultura rimane una priorità da sviluppare in raccordo con la futura Carta degli artisti dell’UE.
  • Infine, le relazioni culturali internazionali dell’UE richiedono priorità geografiche e tematiche più chiare, una mappatura sistematica delle clausole culturali negli accordi di partenariato esistenti e meccanismi più efficaci di condivisione delle informazioni tra gli Stati membri, per garantire maggiore coerenza strategica nella cooperazione culturale esterna.

Ultimo aggiornamento

14 Settembre 2026, 11:34