Il Patto del Mediterraneo: la UE rilancia la cooperazione europea
Con la Comunicazione congiunta del Parlamento europeo, del Consiglio, del Comitato europeo economico e sociale e del Comitato delle Regioni del 16 ottobre 2025 “Il Patto per il Mediterraneo – Un mare, un patto, un futuro”, la Commissione europea ha inteso rinnovare il Processo di Barcellona, avviato nel 1995 per approfondire le relazioni tra l’Europa e i paesi terzi mediterranei nell’ambito di un partenariato euromediterraneo rafforzato.
Con il Patto per il Mediterraneo, infatti, viene adottata una strategia comune per rilanciare con maggiore enfasi la cooperazione tra Europa, Stati Membri e i partner del Mediterraneo meridionale, lavorando insieme su priorità condivise per uno spazio comune connesso, prospero, resiliente e sicuro, fondato su legami storici e culturali che uniscono l’Europa e i suoi vicini meridionali.
Il Patto è stato frutto di un lungo processo di concertazione con i governi, la società civile, i giovani, il settore privato e i ricercatori in tutto il Mediterraneo per renderlo un vero accordo tra pari.
Per garantire un coordinamento dell’iniziativa è stata istituita presso la Commissione europea la Direzione Generale per il Medio oriente, il Nord Africa e il Golfo (DG MENA) che avrà il compito di lavorare alle priorità del Patto, basato sui principi di co-creazione, co-ownership e responsabilità congiunta tra i paesi coinvolti.
Quali sono le priorità di cooperazione individuate?
Per il mutuo beneficio tra le parti sono stati individuati tre pilastri e relativi obiettivi:
le persone come forza motrice:
- promuovere l’istruzione superiore e la formazione professionale istituendo un’università mediterranea pensata per favorire la collaborazione tra università, centri di ricerca e istituzioni dei Paesi dell’area mediterranea e potenziando i programmi tecnici e professionali esistenti
- sviluppare competenze e posti di lavoro e avviare iniziative nel campo della mobilità, della cultura, del turismo e dello sport, con particolare attenzione ai giovani
Tema trasversale di questo Pilastro sono la ricerca e l’innovazione con l’obiettivo di creare entro quest’anno un Centro mediterraneo per l’innovazione inteso quale piattaforma per far crescere forme di collaborazione.
Economie più forti, sostenibili e integrate:
- promuovere l’energia e le tecnologie pulite
- integrare ulteriori catene di approvvigionamento, anche nei settori sanitario e agricolo, e nelle materie prime critiche
- migliorare le infrastrutture digitali che riavvicinano le economie e i cittadini
- contribuire a costruire un’economia blu più sostenibile del bacino del Mediterraneo
sicurezza, preparazione e gestione della migrazione:
- avviare iniziative volte alla preparazione e alla resilienza della regione mediterranea nei confronti delle catastrofi
- promuovere un approccio globale alla gestione della migrazione
- istituire per l’UE e i paesi del Mediterraneo meridionale un forum regionale in materia di pace e sicurezza.
Le 21 azioni che daranno concretezza al Patto e che saranno oggetto di monitoraggio periodico sono state inserite in un Piano di azione approvato lo scorso aprile che godrà di una certa flessibilità attuativa per adattarsi ai diversi contesti nazionali, in modo da garantirne la piena efficacia.
Il Patto per il Mediterraneo non si limita ai soli partner del Sud, ma si apre anche all’interazione con altri attori chiave del Golfo, dell’Africa subsahariana, dei Balcani occidentali e della Turchia, in un’ottica di cooperazione più ampia e interregionale.
Link utili:
https://north-africa-middle-east-gulf.ec.europa.eu/what-we-do/pact-mediterranean_en
Ultimo aggiornamento
21 Luglio 2026, 16:24
Grant Office